|
Intorno agli anni 50 veniva costruito a Verona da Carlo Recla un tipo particolare di riflettore non ostruito la cui produzione
complessiva raggiunse alcune centinaia di esemplari. Uno di questi (figura 1) venne acquistato da mio zio, Giacomo Serafini,
appassionato astrofilo pordenonese. Questo stesso strumento, nel corso del 1996, vi venne donato in ricordo della persona che,
quando ero ancora bambino, mi chiamava la notte per farmi ammirare i crateri lunari o gli anelli di Saturno (la "Sveglia" consisteva
in uno spago legato all' alluce e fatto penzolare fuori dalla finestra in modo da poter essere svegliato all' ora opportuna).
Così, dopo tanto tempo, in una sera d' estate, puntando questo vecchio telescopio alla doppia doppia della Lira e scorgendo, sullo
sfondo di un cielo nerissimo quattro brillanti stelline nettamente incise e separate, decisi di riprendere l' osservazione del cielo
facendo rivivere questo strumento e dandogli una sistemazione più moderna che ne sfruttasse appieno le possibilità.
|
 |