Il Minimum Aperture Catalog (MAC)

Colore: Bilanciamento, Tinta e Saturazione

Introduzione di Michele Corà

Questo catalogo, che trovate in buona parte tradotto in italiano in queste pagine, è il frutto del lavoro di un astrofilo finlandese (Jere Kahanpaa) che, come dice egli stesso nell’ introdurlo, si è proposto di stabilire quale sia il diametro ed il tipo di telescopio minimo necessario per osservare visivamente tutti gli oggetti del profondo cielo da lui conosciuti.

Il catalogo incorpora una scheda di osservazione per ogni oggetto che consiste in un disegno dello stesso, preso all’ oculare del telescopio, ed una breve descrizione delle condizioni osservative. Questo, a mio avviso, è un supporto importante nella ricerca di oggetti del profondo cielo per l’ astrofilo che osserva visualmente. Quante volte infatti gli aspiranti astrofili sono rimasti delusi quando, accostato l’ occhio al proprio strumento, non sono stati in grado di vedere quell’ oggetto che avrebbe dovuto essere nel campo dell’ oculare e che, in fotografia, mostrava splendidi particolari


 

Il Minimum Aperture Catalog (MAC)

 

Introduzione di Jere Kahanpaa.

Il Minimum Aperture Catalog è uno dei miei progetti dilettantistici di astronomia.

Lo scopo principale era (ed è) determinare il telescopio più piccolo necessario per un avvistamento visuale di qualsiasi oggetto del cielo profondo.

La versione aggiornata include pressocché tutti oggetti dell’ Uranometria 2000.0 e molti altri ammassi, nebulosità e galassie.

Il catalogo è ordinato per costellazione. Ciascun oggetto della costellazione è elencato in diversi sotto-cataloghi, una tavola per ciascuna classe di oggetti.

I dati includono il nome, le coordinate (J2000.0), la dimensione, magnitudine, la grandezza della stella principale, numero di stelle o galassie e dimensioni se ho provato a trovare i dati.

In alcuni casi (principalmente ammassi aperti) sono state incluse anche le mie stime se i dati del catalogo sono erronei o mancanti. Ma questi sono soprattutto dati che trovereste in diversi altri cataloghi. Le parti più importanti sono le Note corte per ciascuno oggetto.

Le informazioni nella sezione delle Note dipendono dalla tipologia dell’ oggetto ed includono la più piccola taglia di telescopio con cui si riesce a distinguere l’ oggetto.

Questo dato, naturalmente, include solamente osservazioni di cui sono al corrente! Il che vuol dire, in molti casi, che il valore potrà essere troppo alto:

Non molto tempo fa ho dovuto aggiornare un dato per una nebulosa planetaria di 11 magnitudine. Il vecchio dato menzionava un 60 pollici come lo strumento più piccolo usato mentre l’ oggetto era facilmente visibile con un 8 pollici!

L’ inconveniente maggiore del catalogo per osservatori di paesi diversi dal mio è che, in tutte le sue versioni, il catalogo MAC include solamente oggetti molto brillanti sotto la declinazione -10°; e nessun altro oggetto sotto -25°. Questa scelta, per me piuttosto ragionevole, è dettata dal fatto che la mia declinazione locale limite è circa -30°.

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