Fotografia digitale – Metodo afocale con Digicam di Giovanni Ariot

Se al posto dell’occhio applichiamo all’oculare del telescopio una macchina fotografica il cui obiettivo sia stato regolato all’infinito, potremo registrare sulla pellicola l’ immagine osservata poco prima visualmente.

Il sistema che prevede l’ impiego di un apparecchio fotografico dotato di proprio obiettivo accostato all’oculare del telescopio prende il nome di sistema afocale ( ricordiamo che un sistema ottico si dice afocale quando ha i suoi fuochi all’infinito )

La focale equivalente in un sistema afocale.

La focale equivalente del sistema afocale è uguale alla focale dell’obiettivo della macchina fotografica moltiplicata per l’ingrandimento fornito dal complesso telescopio-oculare.

Es: Telescopio 80/1200 con oculare da 30 mm e macchina fotografica con focale da 50 mm.

Ingrandimento = 1200/30 = 40x

Focale equivalente = 40 x 50 = 2000 mm

Impiego delle macchine digitali

Sono al giorno d’ oggi diffuse sul mercato le macchine fotografiche digitali il cui piano focale è formato da un sensore CCD e le cui ottiche hanno focali che vanno tipicamente dai 6 ai 20 mm.

La Nikon Coolpix 950 che impiego normalmente ha dei pixel quadrati da 4 micron per un totale di 1600 x 1200 =1.920.000 pixel e un obiettivo zoom da 6 a 21 mm .

La maggior parte di queste macchine digitali in commercio non prevedono la possibilità di collegare alcunchè al gruppo ottico che è peraltro non rimovibile dal corpo macchina.

Io ho pertanto realizzato una staffa ad L come indicato in figura.

La staffa reca alla base un pomello zigrinato (C) con una vite da ¼ di pollice che si avvita all’attacco per il cavalletto della Coolpix. In corrispondenza all’obiettivo della macchina e sul lato verticale della staffa è stato incollato un tubo tornito all’interno con un diametro corrispondente a quello del mio oculare da 40 mm. (B).

Ho poi realizzato un anello in PVC (D) il cui diametro esterno coincide con quello dell’oculare da 40 mm e il cui diametro interno è da 31,8 mm. Questo mi permette di impiegare tutti gli oculari con focali corte (E). In alto sulla staffa, un braccetto ( A) porta il cavetto flessibile.

Risultati conseguibili.

Queste macchine non possono essere impiegate con tempi lunghi per cui trovano impiego nella fotografia solare, lunare e planetaria. Nella fotografia lunare si prestano alla realizzazione di foto a grande campo senza dover ricorrere alla tecnica del mosaico. I risultati che si ottengono con questo tipo di macchine sono senz’altro inferiori a quelli possibili con camere CCD raffreddate, le immagini meno incise di quelle ottenibili con webcam (ma molto più grandi) e comunque di gran lunga migliori di quelli ottenibili con pellicola tradizionale.

E’ possibile l’acquisizione di immagini in successione: finchè si mantiene premuto il pulsante di scatto la macchina continua a riprendere lo stesso fotogramma. E’ così possibile scegliere tra le varie riprese quelle che sono state meno influenzate dagli effetti del seeing.

Un altro grosso vantaggio è dato dalla possibilità di controllare immediatamente i risultati, sia interrogando la macchina, sia visionando le immagini su PC dopo averle trasferite con l’apposito software in dotazione, pronte per essere trattate con programmi di fotoritocco. Da ultimo ma non meno importante è da segnalare l’enorme guadagno di tempi e di costi. Le immagini vengono memorizzate su una scheda che può essere cancellata e riutilizzata indefinitamente e possono essere stampate su carta o direttamente dal PC o attraverso laboratori attrezzati per la stampa da files.

Alcune considerazioni e consigli finali.

Queste macchine hanno in genere tutte uno zoom elettronico. Alcune hanno uno zoom ottico. Lo zoom elettronico ingrandisce l’immagine ma ingrandisce anche i pixel dell’immagine. Per questo motivo il rticorso allo zoom elettronico non produce nessun aumento del dettaglio. Un maggiore dettaglio è ottenibile solo ricorrendo allo zoom ottico. Nel collegare la macchina al telescopio si deve curare che non ci siano giochi che permettano un disallineamento della macchina rispetto all’asse ottico del telescopio. Per l’impiego al telescopio è necessario prevedere un alimentatore a rete o un alimentatore ad accumulatori, in quanto le batterie della macchina non forniscono una sufficiente autonomia per questo tipo di utilizzo.

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